giovedì 7 giugno 2007

HOLLISTER preview.


Non avevo ancora mai parlato della Hollister Company®, qui.
Sto preparando un po' di materiale, una serie di post che racconteranno l'ideazione , la nascita, lo sviluppo e la gestione di un intero brand di abbigliamento, dalla A alla Z (grafica e stile, etichette, packaging, tessuti e fornitori, distribuzione e forza vendita, promozione, etc.).
Intanto pubblico questa immagine, che altro non era che la PRIMA pagina pubblicitaria della Hollister (realizzata dal sottoscritto, ovviamente, per alcune testate) quando ancora non esisteva il prodotto, nel senso che lo stavamo ancora preparando... e quindi dove si mostrava solo il suo sapore!
Da notare che sono già presenti i loghi (gli stessi delle etichette tessili) e il VERO cartellino vendita per i capi, che (non a caso) era già pronto, e che in pratica è l'unico elemento fotografico di questa pagina.

mercoledì 6 giugno 2007

Satanella®




Poco tempo fa, avevo proprosto questa mia idea/progetto ad un caro amico che è anche un noto scrittore di fumetti. Nella proposta, da realizzare in coppia, non mi ero limitato solo al nome del personaggio femminile e alla sua visualizzazione, ma gli avevo anche buttato giù una sorta di plot della storia (un po' incasinata) che lui - proprio in quanto abile sceneggiatore - avrebbe trasformato in qualcosa di fluido e divertente.
Roba sexy horror spy noir scollacciata stile anni '70.

Peccato che il mio amico di cui sopra abbia a sua volta un altro amico - tale Rosenzcomecazzosichiama, anche lui noto fumettaro - che proprio nello stesso periodo si stava dedicando ad un'altra Satanella (anche se con un progetto molto diverso) e quindi, anche fosse solo per scrupolo, giustamente non se la sentiva di ritrovarsi tirato in mezzo ad un eventuale "conflitto di interessi" di stampo editoriale.

A me che invece di Rosenzcomecazzosichiama non me ne puà fregare di meno, quindi zero scrupoli, 'sta tipetta (che sia chiaro: NON E' una vampira, ma una ladra internazionale) mi intriga ancora parecchio... il che vuol dire che questa idea/progetto è tutt'altro che archiviata.
You know what I mean, man?

Virgo & Zelda.


Crossover ipotetico - ed un po' umido - realizzato per gioco allo stand Factory (ad un'edizione di Expocartoon di cui non ricordo l'anno), a quattro mani da me e da Flavia Scuderi.
Zelda era una sexy streghetta "alla moda" (?) protagonista di una miniserie scritta da Roberto Recchioni e disegnata dalla Scuderi.

martedì 22 maggio 2007

Fightin' in the ring.


Grafica per PICKWICK Colour Group®.

KTME.



Questa breve storia a fumetti di 4 tavole fu pubblicata su "BIZ Hip Hop Magazine" n°3 del gennaio 1999 (PMA Intermedia).
Testi e disegni del sottoscritto.
Grafica e colori di Paolo "Ottokin" Campana.

Note:
01. KTME (ovvero Kid & Toy Makin' Euros) fa il verso ai celebri EPMD, la cui sigla significava proprio Erick & Parrish Makin' Dollars. La copertina del CD che appare in alto a sinistra è infatti la riproduzione pressochè identica (fumettata) di "Back in business" (Def Jam, 1997), l'album capolavoro di Erick Sermon e Parrish Smith.

02. Kid e Toy - letteralmente ragazzino e giocattolo - nello slang hiphoppettaro corrispondono a qualcosa come "principiante" e "pupazzo", cioè altri modi dispregiativi per indicare i suckers.

03. Notare il logo della Factory, esistente all'epoca della pubblicazione di questa storia breve, e alla quale io e Ottokin ci sentivamo evidentemente molto legati per inserirlo anche all'interno di BIZ.

04. Why Hip Hop Sucks In '99 cita un pezzo di Dj Shadow contenuto nel suo capolavoro "Endtroducing" (Mo' Wax, 1996) che era intitolato proprio "Why hip hop sucks in '96".

05. Rileggendo anche oggi questa storiella, e sostituendo quei nomi con quelli dei vari Mondo Marcio, Fabri Fibra, Inoki o Club Dogo... beh, il senso - anche otto anni dopo - rimarrebbe esattamente lo stesso!!!
Kid e Toy parlano parlano e continuano a ronfare... mentre l'hip hop italiano non s'è mosso di una sola virgola!!!

martedì 15 maggio 2007

Favola di Valeria.










"A volte, un sogno - La favola di una canzone" era dedicata alla mia amichetta Valeria, che ci volevo bene. Nell'estate 2001, lei dominò le classifiche italiane con il tormentone "Tre parole" (“sole, cuore, amore”... ricordate?) arrivando a prima vista dal nulla. In realtà quel successo fu solo il traguardo di un percorso decennale che Valeria, dopo anni di cosiddetta gavetta, intraprese per maturare come persona e come artista.
È ovvio che canzoni come quella capitano - probabilmente - una sola volta in un’intera carriera, e diventa forse impossibile bissarne il successo. Ma quel solo brano bastò comunque a cambiarle la vita, permettendole di vivere di musica. Per un mondo difficile, competitivo e cinico come quello dell'industria e del mercato discografico, vi assicuro che è qualcosa di raro e in un certo senso anche un po’ magico.
Ecco perché era una storia che secondo me meritava di essere raccontata, con quella che ritenevo - e ritengo ancora - la più valida forma di metafora: la favola.
Non ho MAI voluto “speculare” in alcun modo su Valeria e quel particolare momento fortunato. Anche allora, volevo solamente comunicare qualcosa di vero e di positivo, sottolinenado dei valori che dovrebbero essere assoluti per un lettore di qualsiasi età.
(cliccate sulle immagini per leggere ogni striscia).

Francesca.


Sapevo solo che era bionda con gli occhi azzurri, sportiva (tonica e snella), che amava i tacchi alti, il colore rosso, le rose rosse e... il calcio!!! Mauro mi diceva sempre che fosse molto bella, e io la immaginavo così.